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LA STORIA DI FISCHIO

Quella che segue è una vera e propria Storia d'Amore, durata quasi quindici anni tra Sarah e Fischio : una ragazza ed il proprio cane, entrambi uniti dalla passione per la moto e dalla volontà di condividere momenti indimenticabili. La Storia risale ai primi anni 90, quando non esistevano le moto "iper tecnologiche" od i gps e neppure l'abbigliamento , che oggi tutti apprezziamo durante i viaggi in moto.

Ora, purtroppo, Fischio non è più tra di noi ma la sua Storia rappresenta una testimonianza troppo importante per non essere divulgata, così come Sarah l'ha scritta.

"L’ARRIVO DI FISCHIO

Avevo appena compiuto 18 anni quando decisi di trasferirmi in una casa in affitto in periferia di Milano per iniziare il mio percorso di reale maturità.

Era l’anno 1992 e precisamente il mese di ottobre, il mio compagno di qualche anno più grande di me era un motociclista convinto, non esisteva mezzo se non quello a due ruote.

Ma io ho sempre desiderato un cagnolino e, una volta lasciata la casa dei miei genitori, la prima cosa che feci fu di dire alla mia amica, volontaria presso un canile, di portarmi a casa un cane, e l’unica condizione che fosse di taglia piccola poiché avrebbe viaggiato solo ed esclusivamente in moto.

Fu così che mi portò a casa lui: un ‘volpino’ (meticcio) bianco dal pelo folto, dell’età di circa due anni, trovato, probabilmente abbandonato, presso un giardino di un ospedale di Milano.

Curato dalla stessa mia amica per circa un mese poiché aveva evidenti segni di baruffe con altri cani e molto probabilmente anche con umani poco socievoli, Fischio (questo il nome che poi gli diedi) dopo le cure fu portato in canile ma era giudicato un ‘morsicatore’ e il suo destino era quello di restare in gabbia per sempre.

In parte era vero: non era molto gentile con gli umani di sesso maschile mentre al contrario era dolcissimo con le donne. Ma l’altra parte, quella che forse il canile sapeva ma non disse né alla mia amica né a me, fu che Fischio era affetto da una forma leggera di epilessia.

Scoprì la sua malattia dopo soli 5 giorni dal suo ingresso in casa mia e dopo qualche mese di avanti/indietro, a piedi, dal dottore riuscimmo finalmente a trovare la giusta dose di medicinale da somministrargli per evitare le crisi convulsive.

Nel frattempo il mio compagno aveva iniziato la ricerca del contenitore che potesse trasportare Fischio in moto: si poiché sapevamo di una ditta che ne costruiva di appositi e con l’ingenuità giovanile non cercammo prima il contenitore e poi il cane ma esattamente il contrario, convinti che una soluzione si trova sempre. Ed avevamo ragione.

Abbiamo trovato il contenitore giusto e per prima cosa abbiamo chiesto a Fischio di entrarci, in casa. Lui, sempre molto educato con noi e obbediente, lo annusò, ci entrò e si sistemò dentro prima seduto e poi accucciato a ciambella: perfetto!

Poi installato il contenitore sulla moto, legata la cintura di sicurezza alla pettorina di Fischio si parte per il primo giro di prova in Città, a coperchio aperto tanto si va piano.

E Fischio seduto composto per tutto il viaggio non faceva altro che guardare incuriosito di qua e di là e a ogni semaforo salutare con un leggero abbaio potenziali amici a 4 zampe o ringraziare gli umani che lo ammiravano dai finestrini delle auto.

IL CONTENITORE

Non è altro che un semplice ‘bauletto’ da installare sulla piastra della motocicletta come un tradizionale bauletto per moto.

La forma è simile a un ‘uovo’ che si allarga ai lati per consentire a Fischio di potersi distendere oppure di acciambellarsi in occasione di lunghi viaggi.

Il materiale di cui è composto alla base e ai lati è antishock (in caso di caduta, ma per fortuna non lo abbiamo mai testato) mentre ‘il coperchio’ è di vetro infrangibile leggermente oscurato per proteggere gli occhi di Fischio dal sole. La chiusura del coperchio è con semplice chiave.

All’interno del contenitore Fischio ha 3 prese d’aria: due laterali e una rivolta verso lo schienale del passeggero.

Quest’ultima è protetta da uno schienalino di appoggio per il passeggero che oltre a rendere più comodo il viaggio all’umano trasportato impedisce che la schiena possa chiudere la presa d’aria di Fischio.

L’interno è costituito da un morbido tessuto simil-alcantara nella base e nei lati per rendere comoda la seduta di Fischio, e da una sorta di cintura di sicurezza da agganciare in 3 punti in alto alla pettorina.

Anche Fischio, come i guidatori di moto, nei viaggi lunghi si annoiava molto e quindi, soprattutto in autostrada, rimaneva comodamente sdraiato all’interno del suo contenitore; ma come avvertiva che si stava per entrare in paese o in Città si metteva subito ritto seduto e aspettava pazientemente che noi gli aprissimo il coperchio per poter guardare senza vetri il panorama e sentire l’arietta sul suo bel pelo.

Unico limite nell’uso di questo contenitore è il peso: la piastra della motocicletta (in questo caso una Aprilia Pegaso 650)  supporta al max 15 kg. Ma per noi andava più che bene in quanto il contenitore più Fischio di 9 kg sommavano 13 kg.

IL PRIMO VIAGGIO DI FISCHIO

Il primo vero viaggio fu in uno dei fine settimana primaverili nel 1993, meta il Lago Maggiore, precisamente a Cannero.

Appena 120 km, di cui metà autostrada e metà tra paesi e il lungolago tutto curve.

Il nostro bagaglio è composto da uno zaino posto sul serbatoio contenente un cambio di vestiti per noi, i nostri spazzolini da denti e il dentifricio, e per il resto interamente dedicato a lui: il suo cappottino impermeabile in caso di pioggia, la sua pappa, l’acqua, il suo pettine, il suo spazzolino da denti, le sue medicine e la sua inseparabile pallina da tennis!

In autostrada ha dormito ma come siamo arrivati al casello si è svegliato e naturalmente ha viaggiato aperto per il resto del viaggio godendosi anche lui la passeggiata sul lungolago.

Iniziano le curve, come si comporterà?

Perfettamente: resta seduto, gira la testa di qua e di là per vedere i paesaggi di montagna da una parte e di lago dall’altra, ma il corpo resta fermo, seduto, come se sapesse che un suo movimento durante le curve può creare difficoltà al guidatore.

In effetti quando Fischio si muoveva è un po’ come quando si muove il passeggero: chi guida lo ‘sente’ ma non crea scompensi se i movimenti ovviamente non sono bruschi.

Durante il viaggio ci siamo quindi fermati una sola volta, al casello per aprigli il contenitore e con l’occasione bere tutti quanti, lui compreso. Ma il primo viaggio è durato un’ora e mezza quindi non era necessario né per lui (né per noi) sgranchirci le zampe o fermarci in autogrill per altri naturali bisogni.

Arrivati a Cannero, parcheggiata la moto si scende. Naturalmente essendo un po’ alto per lui, provvedo io a sganciare la cintura di sicurezza e a prenderlo in braccio e forse questa era la parte più emozionante per entrambi: lui mi lecca per ringraziarmi della gita e per farmi capire quanto è importante per lui essere insieme a me e non in pensione o presso la ‘nonna’ (mia mamma).

Prima cosa da fare appena scesi è dargli la sua pallina e giocare con lui che naturalmente oltre al bisogno di sgranchirsi ha un forte desiderio di giocare con me.

PRIMO VIAGGIO MEDIO-LUNGO

Sempre nell’anno 1993 ma d’estate, dopo essere andati spesso a Cannero con Fischio in moto, con il mio compagno abbiamo deciso di andare in campeggio 3 settimane presso i Lidi Ferraresi.

Qui l’organizzazione ha voluto un mese per pensare a come gestire i bagagli in moto, soprattutto quello di Fischio, trovare un campeggio che ospitasse Fischio (ma una volta era meno difficile di ora) e soprattutto scegliere località adatte anche a lui.

La moto l’abbiamo preparata così: in un piccolo spazio della sella posteriore abbiamo legato la tenda con il ragno; la tenda serviva anche da appoggio per lo zaino sulle mie spalle contenente il necessario per Fischio. Sopra allo zaino abbiamo legato un sacco contenente fornellino a gas, caffettiera, pentolina per la pasta con relativo scolapasta e padella. Nella borsa sul serbatoio abbiamo messo i vestiti e il necessario per noi.

Il viaggio naturalmente è durato circa un’ora in più rispetto all’andare senza Fischio: ci siamo fermati un paio di volte per tutte le varie necessità soprattutto le sue.

Arrivati in campeggio Fischio era felicissimo perché non solo aveva tanto spazio a disposizione per scorrazzare nell’erba ma ha visto il mare: Fischio adorava l’acqua, rotolarsi nella sabbia e poi via ancora a fare il bagno in mare per poi venirmi vicino e scrollarsi per farmi la doccia!

PRIMO VIAGGIO IN INVERNO

Un centauro non guarda il tempo e non importa se fa freddo. Se noi possiamo coprirci in moto con sottocasco, guanti, tuta imbottita e magari una ‘superpippo’ termica sotto, Fischio ha solo il ‘pelo’, per fortuna tanto pelo nel suo caso.

Ma per fare un giro in moto in occasione delle feste natalizie, meta Austria, abbiamo pensato a coprire anche lui: sottocasco umano in microfibra, foulard, cappottino antivento e impermeabile e copertina dentro il contenitore!

In questo viaggio abbiamo dormito in albergo quindi il bagaglio era abbastanza limitato e ridotto a un grande zaino sul serbatoio.

Il giro completo è durato una settimana circa, fermandoci a tappe in albergo. Prima tappa Bressanone, seconda tappa a Chiusa (Bolzano), terza tappa Merano e così via fino a Innsbruck in Austria.

IN VIAGGIO VERSO LA SICILIA

Dopo quasi due anni di viaggi in moto di lunghezza media abbiamo affrontato 1500 km: Milano – Marina di Modica/Punta Regiglione (Ragusa).

Io sono originaria da parte di mamma di Modica (RG), da qualche anno ho (purtroppo) ereditato la casa e quindi negli ultimi anni il viaggio con Fischio è stato più semplice a livello di bagagli.

Ma negli anni ’90 la casa non era disponibile quindi la meta era il Campeggio di Punta Regiglione: uno splendido angolo di paradiso dove scegliere tra la spiaggia con le dune o la scogliera con le sue ‘buche’ d’acqua cheta ideale per tuffi, anche di Fischio che era un abile nuotatore!

Il viaggio tutto in autostrada, molto più tranquillo per Fischio; organizzati come il primo viaggio precedentemente raccontato per i Lidi Ferraresi, è durato due giorni. Naturalmente le tappe in autogrill erano ogni due ore massimo. Si viaggiava con la luce quindi la sera siamo usciti dall’autostrada per riposarci in albergo e ripartire l’indomani all’alba.

Arrivati a Messina, Fischio prova per la prima volta il traghetto e assaggia un boccone di arancino leccandosi letteralmente i baffi.

Scesi dal traghetto ancora un 3 ore circa di viaggio per arrivare alla meta, di cui solo mezzora in autostrada il resto su e giù per le montagne e per le curve della Sicilia, naturalmente Fischio è ‘all’aperto’ e si gode con noi la vista dell’Etna, le distese dei campi, i girasoli, i pascoli di mucche e pecore e finalmente il mare!

VENEZIA

Ho sempre desiderato andare a Venezia e mi ero ripromessa di andarci con l’amore della mia vita. Trovato Fischio ho trovato l’amore ed eccoci a Venezia.

L’ULTIMO VIAGGIO

L’ultimo viaggio lo ha fatto il 26 febbraio 2007, da solo verso il giardino celeste.

Ma questa non è una storia triste, ma è la storia di un cane fortunato, che ha girato l’Italia, l’Austria, la Francia con me e il mio ex compagno su due ruote e negli ultimi anni la Spagna, la Croazia e la Germania con me su 4 ruote.

E’ stato amato intensamente per 15 anni. Ha condiviso con me tante passioni tra cui la motocicletta: centauro passeggero come me fino al 2006, ha atteso che anche io prendessi la patente della moto nell’ottobre del 2006 e ha voluto che io mi sentissi sicura prima di decidere che potevo continuare il mio percorso senza di lui fisicamente vicino.

Ti ringrazio Lola per avermi dato questo spazio che desidero dedicare a lui: che adesso è qua vicino a me in un’altra forma e sostanza, ma è lui che ha mosso le mie mani sulla tastiera e mi ha fatto ricordare piccoli grandi momenti vissuti insieme. Ciao mio primogenito Fischio"

Questa è la Storia di Fischio, un "motociclista a quattro zampe". Nella sezione "Gli Amici" trovate tutte le sue foto e se volete contattare Sarah, lo potete fare scrivendole un vostro pensiero sarah.fignon@tiscali.it

 

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