FRANCE MON AMOUR

15.08.2012

Francia - Alta Provenza e Savoia - Agosto 2012

Con Lola abbiamo percorso tante Strade sulle Grandi Montagne ed ognuna di queste aveva una propria Storia da raccontare, fatta di curve, tornanti e verdi prati. Le Dolomiti hanno un fascino particolare, gli Alti Tauri una grandiosa magnificenza, le Alpi Svizzere sono “raffinate” e così via.

Le Grandi Montagne dell’Alta Provenza e della Savoia, in Francia, sono di un’altra “categoria” e percorrere le Strade che si trovano qui significa entrare direttamente in un’altra dimensione, sia dal punto di vista motociclistico che paesaggistico, ed occorre entrarvi in punta di piedi, con il massimo rispetto : va preso il giusto tempo ed usato quello che si dice un “filo di gas”.

In Alta Provenza e Savoia ogni mototurista può trovare tutto quello che desidera, dall’enogastronomia sopraffina al paesaggio da mozzare il fiato, al “cavatappi” di tornanti che pare non finire più, fino ai curvoni di alta montagna in cui troverete un fotografo ufficiale accovacciato a terra ad immortalare il vostro passaggio ( accade sul Col du Galibier).

LA ROUTE DES GRANDES ALPES

Il territorio è molto vasto : basti pensare che solo il Parco Nazionale del Mercantour che parte del Dipartimento delle Alpes de Haute Provence è in gran parte disabitato per oltre settecento chilometri quadrati ( solo lupi, aquile reali , avvoltoi barbuti, stambecchi e mufloni). Prima di avventurarsi in un territorio così è meglio pianificare il viaggio perché,  in caso contrario si rischia di rimbalzare da un “Col “ all’altro come una pallina da tennis…ed è consigliabile suddividere il territorio da percorrere in due/tre  grandi ideali “circuiti ”, ad ognuno dei quali dedicare il giusto tempo.

Questo magnifico percorso sulle strade francesi dell’Alta Provenza e Savoia,  è posto in due diverse aree geografiche ma, entrambe , seguono una parte della “Route des Grandes Alpes” : un itinerario di quasi settecento chilometri che attraversa le Alpi Francesi da nord a sud, fino al Mar Mediterraneo. La “Route” attraversa quindici valichi alpini , ed otto di questi si trovano nell’itinerario che abbiamo percorso con Lola.

LA ROUTE DES FRUITS ET VINS

Il Parco Nazionale del Mercantour va affrontato la mattina presto non tanto per il traffico che, per fortuna è sempre estremamente limitato , quanto per la sua notevole estensione. Non va dimenticato, comunque, di dedicare il giusto tempo anche alla visita della città più importante della Valle dell’Ubaye : la pittoresca Barcelonnette , famosa per alcune caratteristiche abitazioni che , per un attimo, vi faranno scordare di essere in Provenza, dal momento che sono state realizzate con un particolate stile messicano.

Barcelonnette avrete il primo dubbio su quale itinerario affrontare , perché diverse sono le opzioni a disposizione del mototurista. La prima, più rilassante ma non meno affascinante dal punto di vista paesaggistico, è rappresentato dalla "Route des Fruits et Vins" che costeggia lo splendido Lago di Serre Poncon, uno specchio d’acqua artificiale creato sul Fiume Durance, che rappresenta la terza più importante riserva idrica d’ Europa.

“La Route” è, per gran parte , panoramica ed, una volta giunti a Savines Le Lac potete scegliere di ritornare a Barcelonnette percorrendo l’itinerario del lago fino a Le Sauze oppure dirigervi alla volta delle alte montagne, percorrendo la “94” fino a Guillestre : da lì vi separano solo venti chilometri da una mitica vetta percorsa dal Tour de France  , il Col du Vars, posto proprio a pochi chilometri da St. Paul sur Ubaye…ed il primo itinerario è fatto!.

Inutile dire che Lola ha scelto l’itinerario che la conduceva a fare un bel bagno nelle acque del Lago di Serre Poncon…

IL LAGO BLU…”JURASSIC PARK”…

Il secondo itinerario , sempre con partenza da Barcelonnette, è quello che ha condotto Lola fino ad un vero e proprio “Jurassik Park”, passando per il Col de La Cayolle con i suoi 2327 metri di altezza.

Dopo il piccolo paese di Uvernet – Fours , si entra in un vero e proprio spettacolo della natura : il magnifico Gorges du Bachelard con le sue pareti a strapiombo, il fiume sulla sinistra e la carreggiata molto molto stretta. In questo tratto occorre prestare attenzione al manto stradale : non è proprio un biliardo..

Prima di arrivare in cima al Col de La Cayolle ( dove vi è solo un segnavia di pietra), è meglio fare una sosta per un caffè o una birra ( ma si può anche pranzare) presso il  rifugio alpino che si trova un paio di chilometri  prima.

Oltrepassata la vetta del Col de La Cayolle, con Lola ci siamo fermati in un luogo meraviglioso, dove lei ha potuto giocare a fare il cane : la sorgente del Fiume Var, uno splendido lago blu ,che si raggiunge facilmente dopo aver percorso diversi tornanti dalla cima della Cayolle. Per visitare il lago, è necessario parcheggiare la moto presso il  piccolo Hotel Relais de La Cayolle. Da lì inizia un bel sentiero con piccoli ponti in legno che, in pochi minuti, vi condurranno sulle rive del lago.

La strada che conduce fino al villaggio di St. Martin d’Entraunes è spettacolare, con alcune gallerie scavate nella roccia ed un tratto in cui il manto stradale si confonde con la roccia : sono entrambi dello stesso colore!. Da St. Martin d’Entraunes, la D2202 prosegue con destinazione “Jurassic Park” , cioè il Gorges de Daluis.

Si tratta di un luogo unico nel suo genere che inizia pochi chilometri dopo l’abitato di Guillaumes : sono circa quindici chilometri di pura natura “giurassica”, con la strada che attraversa letteralmente la roccia rossa delle gole , ad un altezza veramente considerevole ( il fiume Var, in basso, è lontano…) e tutto attorno un ambiente spettacolare.

Per i più temerari vi è il Pont de la Mariee ad attenderli : un ponte pedonale in pietra alto ottanta metri, che attraversa le gole, e dal quale potete spiccare un vero volo..solo agganciati ad un elastico…non adatto a chi ha il cuore debole o soffre di vertigini!. E’ consigliabile vedere il “Gorges” in entrambe le direzioni : quindi la moto va “girata” non appena si vede famosa roccia denominata “La Signora delle Gole”. Non vi potete sbagliare!

In questo modo, ritornando a Guillames abbiamo potuto visitare un altro “ambiente giurassico” : il Gorges du Cians, che abbiamo raggiunto percorrendo il Croix de Valdberg , posto a circa 1900 metri, al termine di una bellissima strada panoramica , ricca di tornanti e…niente altro…il traffico è praticamente inesistente!. Il Gorges du Cians è molto diverso dal suo “gemello” Daluis, perché la strada è posta alla base delle rosse falesie che, in certi punti, quasi si toccano e vi sono numerose gallerie scavate nella rossa roccia.

I circa venticinque chilometri della D30 che da Beuil conducono a St. Sauver sur Tineè, li ricorderemo per sempre tanto sono impegnativi..ma siamo pur sempre sulla Route des Grandes Alpes, ed un buon “pastis” nel piccolo bar della minuscola piazzetta di St Sauver sur Tineè, all’ombra di grandi alberi, è stata una bella esperienza..molto rilassante. 

IL COL DE LA LOMBARDA

Vogliamo consigliare, una volta giunto a St Saveur sur Tineè una bella deviazione che dal paese di Isola, sulla M 2205, condurrà in totale assenza di traffico, prima all’anonima località sciistica di Isola 2000 e, poi, sù fino al Col de la Lombarda , posto a 2350 metri di quota, che si raggiunge dopo aver percorso oltre trenta tornanti, molti dei quali insidiosi a causa della notevole contropendenza e dei “baffi” di asfalto nero presenti sulla carreggiata.  Volendo, dal Col de la Lombarda, si può raggiungere facilmente il Col de La Maddalena e quindi Barcellonette : basta scendere dal versante italiano sulla SP 255 in direzione di Ruviera e poi svoltare a sinistra verso Argentera.

MAGICA BRIANCON

Un altro itinerario che abbiamo percorso con Lola, si trova in Savoia , tra il Parco Naturale Regionale del Queyras ed il Massiccio della Vannoise, e la nostra  “base” era a Briancon, famosa per la sua splendida cittadella fortificata,

Briancon è un’importante località sciistica internazionale ed offre ogni tipologia di albergo, hotel o bed&breakfast. Certamente dormire all’interno delle mura della cittadella fortificata è molto suggestivo ma ha i suoi limiti, soprattutto per la disponibilità di parcheggio, non tanto per i prezzi in quanto si possono trovare sistemazioni molto interessanti ad un prezzo non eccessivo, anche in alta stagione.

Questo ottimo rapporto qualità/prezzo lo si può trovare dove ha dormito Lola : all’Auberge de la Paix gestito da Jean Paul , un simpatico motociclista francese con un’importante esperienza di fuoristrada nel Sahara. L’albergo dispone di un parcheggio privato sulle mura presso la “Porte Meane” ed è a pochi metri sia dalla “Grande Rue” che dalla pittoresca  “Place du Temple”, dove si trova l’Ufficio del Turismo.

La cittadella fortificata di Briancon , nominata patrimonio mondiale dall’Unesco, è una vera città nella città , ed all’interno delle sue mura splendidamente conservate si trova ogni tipologia di albergo, hotel, ristorante, brasserie ed offerta enogastronomica che il mototurista possa desiderate : dal panino fino alla grande cucina francese!.

IL MITICO COL D’IZOARD

Da Briancon, un primo itinerario, giusto per un primo “assaggio” delle Strade Alpine della Savoia, è quello che porta sulla vetta di due luoghi “mitici” : il Col d’Izoard ( 2361 mt) con in cima il Museo del Tour de France , quale prima meta, e poi il ben più alto Col Agnel che con i suoi 2746 metri è il terzo passo più alto di Francia , dopo la Bonette e l’Iseran.

La D902, la strada che da Briancon conduce sulla vetta dell’Izoard , “trasuda” di storia e di miti, di fatica e di grandi imprese: anche per questo va rispettata, non fosse altro per gli oltre trenta tornanti che si devono percorrere per raggiungerla , dopo una doverosa sosta sulla vetta per la foto ricordo all’ombra del monumento segnaletico ed una visita al Museo del Tour de France.

E’, però, sull’altro versante che inizia il “vero” Izoard , quello mitico del Tour de France, presso il piccolo villaggio di Brunissard  : da qui inizia la salita più bella e spettacolare e farla in bicicletta con il vento che sferza la strada ed alza la polvere nella famosa “Casse Desert”( il tratto dove finisce la vegetazione e vi è solo pietra che riflette il sole) rappresenta, da sola, una vera impresa. Quando passerete con la vostra moto in quel luogo, abbiatene rispetto. 

IL “PAN DI ZUCCHERO”

La salita al Col d’Agnello è relativamente facile fino al piccolo villaggio alpino di Molines en Queiras , dove la carreggiata si fa molto stretta e con tratti poco curati quanto a manto stradale : vi troverete in una enorme larga vallata, immersi in un paesaggio fatto di pascoli, da una parte, e boschi , dall’altra, con l’immancabile scenografico ruscello alla vostra destra a farvi compagnia. Una sosta nel piccolo parcheggio proprio di fronte ad un ponticello di legno che attraversa il ruscello, è veramente consigliata, non fosse altro per riposare un attimo prima di affrontare il tratto più impegnativo  che vi porterà a quasi 2750 metri di quota!.

Solo gli ultimi chilometri prima della vetta sono veramente impegnativi e con una pendenza di quasi il 15% : fino ad allora la strada era quasi del tutto nel fondo valle e con diversi rettilinei. Un paio di km prima della vetta trovate , a destra, un moderno chalet – ristorante : un ottimo luogo per mettere qualcosa sotto i denti.

Giunti sulla vetta del Col d'Agnello fate attenzione : lo spazio dove parcheggiare è molto limitato ed il luogo, soprattutto in alta stagione e nei fine settimana, è molto frequentato, sia da ciclisti che da escursionisti. Il luogo, però, regala una magnifica vista a 360° su tutte le montagne circostanti, sia del versante francese che di quello italiano, con il “Pain de Sucre” che , con la forma conica della sua vetta sempre innevata, si staglia proprio di fronte a voi.

Lì il cielo è molto molto vicino….

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